Nell’albo I serpenti non fanno rumore Lucia Carlini gioca sapientemente con l’arteficio retorico della metafora.
Un serpente, che arriva senza fare rumore, all’improvviso, è il protagonista. Non ha un nome, questa figura, ma è una presenza che divora ogni cosa, così come si impossessa di ogni pagina del libro.
Se ne percepisce la silenziosa minaccia nelle parole scelte dall’autrice per descriverlo e nel segno grafico scelto per rappresentarlo, astratto ed essenziale: una linea – a volte curva, a volte retta, a volte mista – che diventa parte integrante del racconto.

Il segno e il paesaggio
Lungo, sinuoso, senza testa né coda, il serpente è rappresentato da Lucia Carlini come una presenza continua e silenziosa, una linea scura e ombrosa, dai contorni indefiniti, che serpeggia tra le pagine del racconto attraversandone il paesaggio.
Ed è proprio la figura del serpente, dal valore fortemente simbolico e volutamente ambigua, tanto nel segno quanto nella caratterizzazione, ad aprire la lettura dell’albo a molteplici possibilità interpretative.
Risonanza sociale e attualità
Guerre, calamità naturali, pandemie. Come molte crisi che scuotono nel profondo la collettività, anche il serpente di Lucia Carlini arriva senza fare rumore, talvolta senza che ce ne accorgiamo, spesso perché distratti, incapaci di cogliere i segnali che, magari già da tempo, abbiamo sotto gli occhi.
Per molti, nel lavoro dell’autrice, il rimando al COVID è diretto, seppur non venga mai nominato. Lo si intravede nella gente che «non usciva più di casa», nel fatto che «aveva mangiato molti cari», che «aveva portato ordine, regole, ricchezza» e che «aveva cambiato le vite delle persone».
Il personaggio di Lucia Carlini è divisivo: non solo nelle sue possibili interpretazioni ma anche all’interno dello stesso racconto, dove c’è chi lo teme e a chi piace. Il serpente crea tensioni e, come tale, anche nel momento in cui si deve decidere cosa fare per eliminarlo «ogni soluzione creava problemi».

Una lettura aperta
Non ci sono interpretazioni univoche per questo albo. A voi la possibilità di “farlo vostro”. I serpenti non fanno rumore di Lucia Carlini rimane sospeso tra pagine e parole, tra segno e simbolo, capace di insinuarsi – come il suo protagonista – nella mente dei lettori e delle lettrici, lasciando una scia di domande più che di risposte.
La presenza del serpente non si ferma alle pagine del libro: lui resta tra noi e ci invita, in silenzio e minaccioso, a interrogarci sulla realtà che ci circonda e sulle tante ambiguità che la abitano.

I serpenti non fanno rumore
Lucia Carlini (testo e illustrazioni)
Kite Edizioni, 2024
pp. 32, 16 euro

