Il professor Patrizio Bianchi, titolare della Cattedra Unesco in Educazione, crescita ed eguaglianza nell’Università di Ferrara non ha dubbi: se L’Europa vuole competere e tornare a essere un punto di riferimento mondiale non può che investire sull’educazione. E perché proprio il settore educativo è quello che potrà permettere di tornare a competere? Nel suo ultimo volume “L’Europa tra Trump e la Cina” l’autore lo spiega chiaramente: perché è il rapporto tra democrazia, eguaglianza e sviluppo a essere in crisi in Europa; un rapporto che “in un’Europa uscita dalle ceneri della seconda guerra mondiale è stato l’asse portante della crescita, sulla base dell’assunto che lo sviluppo, per essere sostenibile nel lungo periodo, debba necessariamente essere equo e democratico“.
In un momento storico in cui i rapporti di forza sembrano scalzare la democrazia, il professore Bianchi sollecita l’Europa a proseguire sulla strada del rafforzamento dei valori democratici. L’Europa è forte solo quando si muove compatta senza arretrare su ciò sulla quale è stata costruita: una pace duratura basata su inclusione, uguaglianza e benessere.
L’autore, dopo un’analisi sul contesto mondiale contemporaneo, analizza alcune aree del mondo per poi addentrarsi sul concetto di educazione come motore di sviluppo della crescita, e concludere ritornando sul continente europeo. Ogni crisi nasconde anche opportunità e quella dell’Europa riguarda il suo processo di unificazione. “La risposta non può che trovarsi nel riprendere la via smarrita dell’unificazione europea, a partire dai valori identitari di democrazia ed eguaglianza, che sono stati anche i motori dello sviluppo di ogni singolo Paese e di tutta l’Unione europea negli anni in cui si è giocata fino in fondo e con convinzione la carta dell’unità”.

L’Europa fra Trump e la Cina
di Patrizio Bianchi
Il Mulino Edizioni, 2025
pp. 166, euro 15

